ragazza
venerdì 17 ottobre 2014 @ 20:15 (+ commenta)
Per via della sessione autunnale degli esami ho perso svariate ore di sonno dato che il lupo perde il pelo ma non il vizio e come in ogni occasione mi sono ridotta all’ultimo minuto. A farmi svenare maggiormente è stato in particolare il famigerato DISEGNO GEOMETRICO. 
Non l’ho mai capito; fin dalle medie - ma anche alle elementari - la matematica e la geometria si sono appioppate la nomea di mie acerrime nemiche, e le 72 ore sveglia - se non per qualche sporadica oretta di riposino che mi sono concessa - precedenti all’esame ne sono la dimostrazione.
Il fatidico giorno, però, dopo essermi recata in Accademia sono stata colta da un attacco di perfezionismo (e un po’ di fifa) per cui ho deciso di dedicarmi alle tavole con più minuzia, dato che la corsa all’ultimo minuto concede dei lavori approssimativi. Per questa ragione sono tornata a casa sconsolata per la mia stupidità ma con buoni propositi per la prossima sessione.

A consolarmi almeno c’era il pensiero che l’indomani sarei andata al Romics e avrei incontrato e re-incontrato belle personcine con cui trascorrere del tempo assieme... Anche i prossimi acquisti carini contribuivano a rasserenarmi, ok, e infine ho fatto davvero un bel bottino di cui dirmi soddisfatta!
Ecco qua a voi: uno zainetto Rilakkuma (che in realtà non mi serve ma costava solamente 10 euro ed era un peccato non comprarlo), due piccoli alpaca, un paraorecchie alpaca, delle spille, un portamonete e una maglietta Luna di Sailor Moon.



Gli scorsi anni mi è capitato di saltare la fiera per mancanza di compagnia o ci sono andata da sola perché comunque mi piace fare compere per conto mio, ma quest’anno a quanto pare la mia socialità ha effettuato degli upgrade.
Addirittura, venerdì, che avevo programmato di passare insieme al mio amico Alessandro, son finita a gironzolare per la fiera con un gruppetto di persone di cui conoscevo solo due ragazze solamente per averci scambiato qualche parola in altri eventi ma con la quale non avevo alcun rapporto. Sono solita sentirmi a disagio con persone che non conosco affatto, ma mi è andata bene ed ho consumato parecchie risate in loro compagnia.

Ho anche avuto il piacere di reincontrare il mio amico Daw con cui non mi vedevo da Lucca dello scorso anno.
Daw è un fumettista comico che finalmente dopo anni e anni di gavetta - ma tanti eh, e probabilmente avete visto dei suoi lavori senza sapere che fossero suoi, come LOV e questa gif in voga ai tempi di msn - pubblica per la Panini. Per visitare la sua pagina CLICCATE QUA. La sua serie la trovate in edicola chiedendo di "A come Ignoranza".
In sua compagnia ho partecipato alla cena dello staff della Panini a cui presenziavano anche diversi disegnatori italiani della Disney, è stata una bella esperienza ed è un ambiente piacevole. Credo che il mio più grande rimpianto di questo Romics sia stato il non andare alla cena dei fumettisti a cui mi aveva invitata, perdendo così la possibilità di conoscere meglio personalità che ritengo interessanti, tra cui Sio che peraltro non conoscevo dato che non seguo Youtube, ma dopo che Daw me lo ha presentato in fiera ho dato una celere spulciata ai suoi lavori e ho scoperto di adorarlo. Non credo abbia bisogno di presentazioni perché a quanto pare è molto conosciuto, ma in ogni caso linko uno dei suoi video qua.

L'arrivo del Romics mi rendeva euforica anche perché sarebbe venuta la mia amica Berta da Bologna a dormire da me.
In 21 anni di vita è stata la prima volta che ospitavo un'amica a casa mia, insomma, era un eventone, peccato che la stupidotta si fosse dimenticata di dirmi che sarebbe giunta venerdì sera (nonostante le avessi chiesto più volte quando sarebbe arrivata a Roma lei cambiava sempre discorso), così quando quel giorno ho acceso il cellulare dopo che si era scaricato mi son ritrovata i seguenti messaggi: "Momo, ma ti avevo detto che venivo di venerdì vero?". Era troppo tardi ormai e si era già sistemata in un hotel, così ci siamo incontrate il giorno seguente. Abbiamo gironzolato per Roma e siamo andate alla mostra di Escher, mentre durante la sera si sono aggiunti alcuni nostri amici per cenare nel mio ristorante.
Abbiamo trascorso del tempo a fare gli adolescemi per strada con la vodka e il succo di pera in mano. Il succo di pera per me, dato che sono sensibilissima al sapore dell'alcol e mi disturba moltissimo dopo la mia prima sbronza causata dal Tavernello.
Mi piace molto stare la notte in giro in compagnia, anche perché a causa della rigidità dei miei genitori mi capita di rado.

Per la mattina successiva ci eravamo accordati con i nostri amichetti per entrare alla fiera tutti assieme, e per via della nostra lentezza nel prepararci e dovendoci accollare il suo borsone di 2 kg dato che suo padre sarebbe passato a prenderla in macchina, per non far aspettare troppo gli altri che erano già arrivati abbiamo optato per il taxi, proposta offerta da un nostro amico 17enne borghese. Pur avendo dovuto spendere 15 euro a testa, devo dire che è stata un'ideona: a giudicare da quanta gente era presente a Nuova Fiera di Roma, nel treno saremmo morte di caldo schiacciate dalla folla ritrovandoci in un miscuglio di fluidi corporei con perfetti estranei.



Dato che non avevamo la minima intenzione di farci la fiera con il borsone di Berta in spalla, come prima cosa abbiamo pensato di lasciarlo da Daw, così ci siamo messi a fare la fila davanti al padiglione che credevo fosse il padiglione con lo stand della Panini. Era chiuso e controllato da alcuni tipi della sicurezza. "Sarà perché è troppo pieno. Meglio che si adottino queste misure di controllo piuttosto che ritrovarsi in un padiglione e non riuscire nemmeno a camminare", ho pensato e riferito agli altri, così siamo rimasti un'ora e passa lì davanti, in mezzo a ragazzini schiamazzanti che bussavano e cercavano di forzare le porte con conseguenti sgridate dei controllori.
Quando finalmente hanno aperto i portoni, ci siamo ritrovati davanti a noi un padiglione completamente vuoto con delle transenne e, oltre di esse, delle facce a noi sconosciute con tutti i ragazzini che correvano loro contro: era il luogo in cui venivano ospitati degli youtuber che non conoscevamo minimamente e di cui non ci fregava un emerito cazzo.
Avevamo fatto un'ora di fila a vuoto e mi sono sentita in colpissima dato che ero tanto sicura fosse il posto giusto. Fortunatamente anche l'attesa con i miei amici è divertente, anche se Sean era tentato dal percuotermi. E avrebbe fatto pure bene, sigh.

Verso le 18, quando ormai si stava per concludere la fiera, è avvenuto un incontro inaspettato.
Io e i miei amici ci stavamo allegramente facendo i fatti nostri, quando mi accorgo che un panda padre di Ranma mi guarda. "Mah, sarà una mia impressione, e poi ha un costume da panda", penso. Dopo qualche minuto, è ancora lì a fissarmi e a seguire i miei movimenti, al che dico a Pippi di "andacce a fa er serfi cor panda che me sta a fissa'" e ci avviciniamo cazzeggioni al massimo dicendogli "ma che sei Sebastiani (che quel giorno ci ha bidonati ma che doveva venire con noi)?".
Iniziamo a farci le foto con questo panda un po' mogio che invece di guardare l'obiettivo scrive sul suo cartello. La scritta ci fa rimanere stupitissimi: "Ciao Momo, come va?", al che i miei amici gli dicono "ao ma che sei su padre???" ed iniziamo a chiedere insistentemente la sua identità perché ormai curiosissimi. Cerco di sbirciare dentro al costume e osservo le sue mani che effettivamente hanno qualcosa di familiare. "Sei Seba? Sei Roberto?... CHI SEI?", finché, sempre sul cartello, scrive "Non vorresti MAI saperlo". In quel momento, anche per via degli occhi tristi che venivano semi-nascosti da quel faccione da panda, capisco chi è, mi alzo e dico a Pippi e Sean di seguirmi.
Pippi rimane indietro e gli dice "ao dimme chi sei non lo dico a nessuno", ma il panda nel mentre si sdraia come per "riflettere" e gli fa di no col dito, e anche io dico a Pippi che non è il caso e lo esorto ad andarcene via.

Era un tipo con cui mi frequentavo e con cui ho chiuso in maniera triste un anno e mezzo fa. L'ultima volta che ci siamo visti era in lacrime per me ma io ho deciso di non uscirci più, e insomma È STATA UNA SCENA TRISTISSIMA REGA'. A me e Sean c'è preso lo sconforto per il resto della fiera a pensare che noi stavamo ridendo e scherzando mentre quel panda triste magari voleva sotterrarsi e scappare.

A parte la presa a male finale, posso sinceramente affermare che è stato il miglior Romics a cui abbia partecipato. Non per la fiera in sé, dato che la considero vergognosa per essere la fiera della Capitale, ma la compagnia è davvero basilare per stare bene.
Ho assaporato la giuoia delle uscite di gruppo con le giuste persone, che in passato ho apprezzato poche volte perché sono sempre stata fidanzata e tendevo a rinchiudermi in un mondo personale. È bello godersi anche solo i viaggi in macchina la sera con la bella musica e la bella gente. È una situazione così inusuale per me, che passo tutte le sere al ristorante, che provavo una una sensazione strana a stare sull'automobile e vedere le sole luci della città ad illuminare le strade.

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 banana


  • Momoka, 1993, Roma
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